Il 19 febbraio 2026 segna una data storica per la partecipazione civica: il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità uno strumento innovativo per la gestione dei beni comuni urbani e rurali.
Non è solo un regolamento, ma una piccola rivoluzione culturale. Il "Decalogo per l'Amministrazione Condivisa", approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Spoleto, trasforma il rapporto tra istituzioni e cittadini da gerarchico a collaborativo.
Il documento nasce da un percorso solido: le linee guida curate da Cittadinanzattiva Umbria nell'ambito del Progetto CIPS (Coesione, Inclusione, Partecipazione e Sostenibilità). Ma la vera forza del Decalogo sta nel suo radicamento territoriale: nell'autunno del 2024, ben 52 frazioni sono state coinvolte in un processo partecipativo che ha dato voce alle esigenze reali delle comunità locali. (art. 15 novembre 2024)
Un nuovo metodo per il territorio
Il Decalogo promuove il riuso e la rigenerazione di beni inutilizzati o sottoutilizzati. L'obiettivo è chiaro: contrastare il degrado, favorire l'inclusione sociale e rafforzare la fiducia reciproca tra cittadini e pubblica amministrazione.
"Troppe volte la partecipazione è stata usata come una bandiera elettorale o di protesta," si legge tra i principi del documento. "Con il Decalogo, la strategia partecipativa diventa un modus operandi stabile, integrato nei bilanci e nella programmazione dell'ente."
I pilastri dell’innovazione
A differenza di altre realtà italiane, Spoleto introduce strumenti specifici:
- Il Forum Civitatis: la riscoperta di un'assemblea cittadina prevista dallo Statuto, per il monitoraggio costante delle azioni.
- L’Unità per la Promozione Civica: un organismo misto di animatori, volontari e terzo settore per stimolare l’iniziativa dal basso.
- Il Repertorio dei Beni Comuni: una lista trasparente di spazi e servizi su cui attivare i laboratori di cittadinanza.
e, un ulteriore importante valore aggiunto: 20 giovani funzionarie e funzionari comunali che hanno partecipato al Master per “Esperto in progettazione e gestione di politiche e processi partecipativi” dell’Università di Perugia, pronti a tradurre queste norme in azioni concrete per la comunità.

