Celebrare trent’anni di storia con la Giornata Nazionale dei Diritti del Malato tra e con le persone è stato un nuovo traguardo civico. Ieri, la nostra postazione in Piazza della Vittoria a Spoleto è stata un crocevia di storie, volti e confronti. Nonostante il caldo intenso, i volontari non hanno mai allentato la presa, trasformando ogni “contatto” in un momento di reciproco scambio di idee, esperienze e problemi che attanagliano il nostro servizio sanitario.
Molti cittadini si sono fermati per approfondire tre temi critici: le liste di attesa, il ruolo del medico di famiglia come primo riferimento territoriale e le novità della riforma sulla disabilità. Ai tanti che ci hanno chiesto supporto, abbiamo fornito indicazioni concrete: da come far valere il diritto all’accesso alle prestazioni entro i tempi previsti, alle procedure per segnalare criticità nel rapporto con l'assistenza primaria, fino ai passi fondamentali per accedere alle tutele introdotte per il progetto di vita. È stato un piacere immenso vedere i cittadini fermarsi non solo per curiosità, ma per condividere vissuti personali e talvolta anche per il presidio costante che offriamo sul territorio.
"Esserci" ha significato dare un segnale forte: il valore dell’impegno civico non conosce soste, nemmeno sotto il sole.
Oltre la singola piazza, la gallery fotografica qui sotto racconta il lavoro instancabile di tutta la rete dei volontari TDM dell’Umbria, una squadra coesa che opera costantemente su tutto il territorio. Questo impegno passa anche per le strutture sanitarie dove, proprio in questi giorni, abbiamo completato l'affissione della Carta Europea dei Diritti del Malato e del Poster contro la violenza sugli operatori, simboli tangibili di una sanità che vogliamo più accogliente, sicura e rispettosa della dignità umana. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso speciale questa giornata: insieme, abbiamo fatto e continueremo a fare la differenza.
Qualche giorno fa vi avevamo invitato a Circular Jam, una sfida ambiziosa per parlare di stili di vita sostenibili, lotta allo spreco alimentare e consumo consapevole. L'obiettivo era promuovere un nuovo modello di consumerismo responsabile, dove ogni cittadino è libero e informato.
Oggi possiamo dire che la realtà ha superato ogni aspettativa.
Attenzione: Le indicazioni contenute in questo articolo non fanno ancora riferimento al nuovo Piano nazionale di Governo delle liste di attesa, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026. Di conseguenza, in attesa del recepimento ufficiale da parte della Regione Umbria e dell'adozione del relativo piano regionale, le informazioni riportate potrebbero subire modifiche a breve.
Le liste d'attesa restano un problema rilevante in Umbria (oltre 70.000 prestazioni in attesa a inizio 2026), ma hai strumenti concreti per attivare la tutela. La normativa nazionale (DL 73/2024, convertito in L. 107/2024) e il Piano Nazionale Governo Liste d'Attesa 2025-2027 rafforzano monitoraggio, trasparenza e presa in carico. In Umbria si parla esplicitamente di percorsi di tutela per tracciare e garantire l'accesso a visite mediche e strumentali.
Tempi massimi di attesa (Classi di Priorità)
Ogni impegnativa riporta quasi sempre una lettera che indica la classe di priorità. Di solito la mette il tuo medico di famiglia ma nelle visite di controllo può essere lo specialista a prescriverti un accertamento (visita o esame strumentale).
Attenzione: i tempi delle varie lettere si applicano solo alla prima visita/esame, non alle visite di controllo successive; per queste trovi comunque in calce il modulo di tutela adatto.
Le lettere servono a indicare quanto è urgente per te fare quell’esame o quella visita. Se il medico non mette nessuna lettera oppure mette la P, significa che in quel momento, non c’è urgenza clinica.
Il DECALOGO PER L'AMMINISTRAZIONE CONDIVISA DEI BENI COMUNI URBANI E RURALI promuove forme partecipative per la gestione e l’uso dei beni pubblici, al fine di garantire:
In sostanza il Decalogo propone un metodo di approccio diverso che promuova forme di riuso e rigenerazione partecipata dei beni comuni inutilizzati, sotto-utilizzati o da valorizzare e la promozione di percorsi partecipativi per la definizione di partenariati pubblico-pubblico o pubblico-privato.
Si parte dalla Costituzione, perchè è l’art. 118 della Costituzione che stabilisce ”Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Parole chiave : autonoma iniziativa, cittadini singoli e associali, attività di interesse generale, principio di sussidiarietà.