Nell'ambito del Programma Annuale di Tutela del Consumatore, finanziato dalla Regione Umbria, anche quest’anno l’impegno di Cittadinanzattiva prosegue per contrastare le nuove forme di fragilità inerenti all'inclusione digitale. Gli interventi di sensibilizzazione, già proposti con il progetto Digitalmentis nel 2024, assumono quest’anno un’importante solidità poiché si concretizzano nella transizione digitale e nella sicurezza informatica.
L’obiettivo è che chiunque ne abbia la necessità possa trovare in queste buone pratiche un aiuto e un supporto, imparando con calma a districarsi tra le nuove tecnologie senza la paura di chiedere perché, come si dice, nessuno è nato imparato!
Sicurezza degli account, protezione dei dati personali, non trovarsi impreparati di fronte a tentativi di frode online sembrano concetti da veri esperti informatici, ma in verità, con un po' di esercizio e qualche buon consiglio, tutti possono imparare ad avere cura della propria alfabetizzazione senza correre rischi inutili.
Ad esempio, in pochi minuti è possibile correggere gli errori, aumentare la sicurezza e proteggere i propri dati personali sul telefono cellulare, aggiornandolo periodicamente; per proteggere i messaggi di WhatsApp, su cui ci intratteniamo per la maggior parte del tempo, può essere utile attivare un PIN di blocco oppure uno con lettura dell’impronta digitale, per star sicuri che nell’eventualità di perdere il telefono la propria privacy non venga sbandierata. Stesso ragionamento vale per l’uso del Wi-Fi pubblico, tanto utile in certi momenti ma che è bene non usare per operazioni private come per i pagamenti o per il trasferimento di documenti sensibili: insomma, la prudenza non è mai troppa.
E anche qui, come tutti i più saggi insegnamenti, vale la regola d’oro che se non si sa cosa fare è meglio non fare niente; perciò, se ci inviano un link da aprire ma abbiamo qualche dubbio, sarà bene seguire l’istinto e non aprirlo. E poi, diciamoci la verità, è davvero necessario condividere tutto? Noi pensiamo di no, ché prima di accettare conviene sempre leggere. E ancora, chissà quante foto e video farete ogni giorno per immortalare attimi della vostra vita che alla lunga vanno ad intasare la povera memoria del vostro telefono: pensatelo come una scatola ricolma di oggetti che tenete in casa e che di tanto in tanto ha bisogno di essere riordinata. Allo stesso modo anche il vostro cellulare, pulito di doppioni o app che non utilizzate, se avrà più spazio sarà più veloce ed efficiente nell’accogliere i vostri nuovi ricordi.
Le buone pratiche servono a tutti e non soltanto ai soggetti cosiddetti fragili, perché la verità è che basta essere un attimo sovrappensiero e nessuno è davvero immune dall’errore o dal raggiro. Per questo noi di Cittadinanzattiva ci impegniamo ogni giorno per divulgare queste informazioni, perché per non trovarsi impreparati e fare la differenza c’è solo una cosa che si può fare: agire conoscendo le cose.
” Programma Regionale 2026 per attività di tutela dei consumatori”
Nell’odissea quotidiana dei cittadini per prenotare una prestazione (visita specialistica o esame strumentale), spesso si tende a fare confusione tra gli strumenti normativi che governano la sanità. Cosa cambia, davvero, tra il Piano Sanitario Nazionale (PSN) e il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA)? E come si colloca l’appropriatezza prescrittiva nella messa a terra regionale di questi due documenti?
Il PSN rappresenta la cornice strategica e triennale del Paese: decide che cosa il sistema sanitario deve fare, come ripartire i fondi pubblici e definisce i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) da garantire a tutti. Il PNGLA, invece, è uno strumento operativo e verticale: non progetta il futuro del sistema, ma interviene chirurgicamente per ottimizzare i tempi di accesso alle prestazioni. In sintesi, il PSN stanzia le risorse globali, mentre il PNGLA gestisce l'urgenza quotidiana agli sportelli CUP.
Oggi, in attesa che si possa comprendere e magari intervenire in un’ottica di co-programmazione sui contenuti del Piano Sanitario della Regione Umbria (in fase di scrittura) la visione strategica dei decisori istituzionali sul PNGLA è fortemente concentrata sull’appropriatezza prescrittiva.
È proprio quest’ultima ad aver tenuto banco nell’ultimo incontro dell'Osservatorio sui Tempi d'Attesa in Umbria dello scorso 22 settembre. L'appropriatezza prescrittiva è un parametro vincolante della sanità pubblica e consiste nel "fare la cosa giusta, al paziente giusto, nel momento giusto". Il medico non deve prescrivere un esame o una visita solo perché il paziente lo richiede o per "tranquillità" (la cosiddetta medicina difensiva), ma solo se quella prestazione è strettamente necessaria per formulare una diagnosi e impostare eventualmente una successiva terapia. Se un esame non cambia l'iter di cura del paziente, quell'esame è inappropriato.
Nulla di nuovo, dunque, in linea di principio: l'appropriatezza si conferma un tema centrale e ciclico, quasi un "faro" istituzionale che a scadenze regolari viene rispolverato ed evocato nelle agende politiche. In questo solco di continuità, la Regione Umbria prosegue nel suo percorso, volto a individuare e rinnovare strategie affinché una prescrizione medica sia sempre clinicamente motivata. Questo principio rappresenta la chiave di volta per far funzionare il piano di contenimento sulle liste d'attesa (PNGLA): se vengono prescritti esami inutili, le liste si intasano e, di conseguenza, chi ha davvero un bisogno urgente rischia di non trovare posto nei tempi stabiliti. L'appropriatezza, intesa in questo modo, serve quindi a selezionare la reale priorità.
Nonostante le buone intenzioni, il processo per costruire una "cultura" attorno a questo tema è lungo e complesso e non può diventare il paravento per giustificare i malfunzionamenti organizzativi. È pericoloso chiedere ai pazienti di fare i medici per comprendere quando la prestazione cui dovrebbero sottoporsi sia appropriata, ed è del tutto inopportuno colpevolizzarli se esprimono un bisogno di cura o di rassicurazione rispetto al proprio stato di salute.
Così, se da un lato è vero che ci sono pazienti che si sottopongono a una gastroscopia inappropriata (e invasiva) tre volte l’anno, è altrettanto vero che ci sono cittadini che non riescono a sottoporsi a una visita mirata da oltre due anni, sperimentando la netta percezione di un diritto disatteso.
A ciò si aggiungono quei cittadini che, dopo la “prima visita” (avvenuta nei tempi garantiti dal PNGLA), non ricevono un corretto orientamento su come proseguire il proprio iter: i pazienti vengono lasciati soli e senza una presa in carico reale per le visite e esami successivi. È in questo vuoto organizzativo che il naufragio, come quello dei marinai dell'Odissea attratti dal canto ingannevole delle Sirene, costringe le persone a tornare dal medico di famiglia, pretendendo la prescrizione di qualsiasi accertamento nel disperato tentativo di trovare una risposta. Una rincorsa spesso a esami superflui che è la chiara conseguenza di un sistema frammentato.
Crediamo fermamente che l'appropriatezza debba nascere da un'alleanza consapevole tra medico e paziente, fondata su un'informazione chiara e accessibile. Questa responsabilità, tuttavia, non può essere “caricata” unicamente sulle spalle del medico di famiglia, ma deve riguardare indistintamente tutti i professionisti sanitari, e gli specialisti in particolar modo.
I medici specialisti, tranne poche eccezioni, non possono limitarsi a essere meri erogatori di prestazioni isolate, delegando al paziente il compito di rimettersi in coda per i controlli o gli esami di secondo livello. Al contrario, sono chiamati a diventare custodi della continuità assistenziale: spetta a loro prescrivere e prenotare direttamente le prestazioni successive, chiudendo il cerchio del percorso clinico ed evitando che il cittadino venga abbandonato.
La risposta strutturale a questo bisogno di orientamento risiede nell'applicazione dei PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali): strumenti istituzionali pensati per prendere per mano il paziente e guidarlo dalla prima diagnosi ai controlli successivi. Qualcosa in Umbria si sta muovendo, come mostrano i recenti provvedimenti regionali per la riorganizzazione delle reti oncologiche e delle malattie rare ma al momento non abbiamo informazioni sugli esiti di un primo monitoraggio.
I PDTA sulla carta iniziano a esserci; spetta ora a tutti i professionisti sanitari, insieme alle istituzioni e alle associazioni di pazienti e cittadini garantire servizi efficienti, universali e tempestivi, applicando concretamente questi strumenti per impedire che il sacrosanto diritto alla salute si traduca in frammentazione e spreco per la collettività.
Proprio in quest'ottica, e a partire dagli spazi istituzionali offerti dall'Osservatorio regionale, l'intento di Cittadinanzattiva Umbria è quello di esercitare pienamente le prerogative di co-programmazione e co-progettazione. Vogliamo prendere in mano il recente Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per tradurlo in una reale tutela territoriale, elaborando e presentando una serie di raccomandazioni che, partendo proprio dalle criticità rilevate dalla nostra organizzazione, vincolino le scelte istituzionali a una reale ed effettiva presa in carico dei pazienti.
Sabato 29 agosto, alle ore 18:00, Palazzo Mauri a Spoleto ospiterà la presentazione de "Il paese senza sentieri", il fumetto in 260 pagine ad acquerello di Valerio Barchi che racconta un viaggio a piedi di 245 chilometri lungo il Cammino nelle Terre Mutate, da Fabriano a L'Aquila. L'opera attraversa i territori feriti dai terremoti del 1997, 2009 e 2016/2017 tra cantieri della ricostruzione, natura incontaminata e profonde riflessioni sullo spopolamento delle aree interne e sul nostro rapporto con l'ecosistema. L'incontro, nato da una campagna di crowdfunding su "Progetti dal basso", sarà l'occasione per dialogare insieme intorno ai grandi interrogativi sollevati dal libro: "Quale mondo vogliamo costruire? Quale umanità vogliamo essere?".
Protagonista del cammino è Mariolì — già noto per "Bona Via!" sulla Via Francigena — che si addentra in un territorio segnato da tre devastanti sismi. Se nelle prime tappe tra Fabriano e Matelica i segni del terremoto appaiono leggeri, da Camerino in poi la devastazione domina la scena antropica, trasformando l'itinerario in un gigantesco cantiere a cielo aperto. Tra le macerie e i silenzi della ricostruzione, lo sfondo naturale offre immagini potenti fatte di vette, parchi e fauna selvatica — dai lupi ai gheppi, passando per i tafani — che osserva il viandante da lontano e con discrezione, mentre la natura riconquista progressivamente i propri spazi, ponendo al centro del cammino interrogativi urgenti e complessi. Come si può rigenerare l'anima di un borgo rimasto disabitato per anni? È davvero saggio e sostenibile affidare ogni speranza unicamente al turismo? Ma il dubbio più angosciante che attraversa la mente del protagonista riguarda il nostro stesso futuro: l’Appennino è pronto a riaccoglierci a bordo così come siamo oggi, con la nostra inarrestabile fame di consumo? L'opera è firmata da Valerio Barchi, romano classe 1985 con un passato di vita nomade in giro per il mondo e in camper, che nel 2020 si è reinventato fumettista ad acquerello, pubblicando in autoproduzione "Ginostra", "Bona Via!" e "Fogarina", oltre a "Fango" per SAE Editore.
La riforma della disabilità, avviata con la Legge n. 227/2021, compie un passo in avanti verso la sua attuazione. Lo scorso 4 agosto, l’INPS ha integrato nei propri sistemi informatici la nuova piattaforma digitale "SISDA - Trasmissione istanze per il progetto di vita", attraverso la quale le persone con disabilità residenti nelle aree interessate dalla fase pilota possono avviare da casa l'iter per la costruzione del proprio percorso di sostegno integrato, in linea con quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 62/2024.
La piattaforma SISDA permette infatti di trasmettere le istanze per il "progetto di vita". Il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato rappresenta un vero e proprio piano coordinato di interventi a vantaggio della persona con disabilità ed è costruito su misura intorno ai suoi desideri, bisogni ed aspirazioni.
In questo meccanismo, il ruolo dell'INPS è quello di ponte informatico: l'Istituto non redige direttamente il piano, ma riceve l'istanza online per trasmettere in modo sicuro all'Ambito Territoriale Sociale competente tutta la documentazione medica, compresi il verbale di disabilità e il questionario sulle limitazioni funzionali WHODAS. Sarà poi l'ente locale a prendere in carico la persona e a condurre la valutazione multidimensionale. Per chi preferisce le modalità tradizionali, resta comunque aperta la possibilità di presentare la domanda di persona presso il proprio Comune o l'Ambito Territoriale di riferimento.
Attualmente la procedura telematica è attiva nei territori coinvolti nella sperimentazione della riforma, partita a livello nazionale all'inizio del 2025 in alcune province e progressivamente estesa a gran parte d'Italia, arrivando a coprire anche le province di Perugia e Terni.
Possono accedere al servizio i cittadini già in possesso del certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del D.Lgs. 62/2024, oppure di una certificazione rilasciata ai sensi della Legge 104/1992 prima della riforma. Per accedere con il nuovo certificato occorre possedere almeno uno dei seguenti criteri:
Al momento sono esclusi gli ultrasettantenni non autosufficienti già titolari di indennità di accompagnamento, che verranno integrati in seguito con la riforma dell'assistenza agli anziani.
Inoltrare la richiesta è semplice: basta accedere al portale online dell'INPS, autenticarsi ad esempio attraverso SPID o CIE (Carta d'Identità Elettronica) e inviare la domanda. Questa può essere inviata direttamente dalla persona interessata, dai genitori in caso di figli minori o da figure tutelari come amministratori di sostegno e tutori legali, segnando un passo cruciale verso la sburocratizzazione dei servizi socio-sanitari nel nostro Paese.
Il cambiamento climatico è ormai una realtà che impatta direttamente sulla quotidianità, specialmente durante i mesi estivi. Con l’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore, diventa fondamentale comprendere come proteggere la salute dei cittadini, in particolare delle fasce più vulnerabili.
Per questo motivo, Cittadinanzattiva Regione Umbria APS sostiene lo studio ITHACA (InvesTigating Heat wAves, Climate refuges and Awareness), che mira a raccogliere dati preziosi su come, in Italia, percepiamo il rischio legato al caldo, come modifichiamo le nostre abitudini e quanto conosciamo (e utilizzeremmo) i rifugi climatici: luoghi – pubblici o privati, al chiuso o all'aperto – in cui le temperature sono mantenute a livelli sicuri e confortevoli, permettendo al corpo umano di trovare sollievo durante le giornate di afa torrida.
Per partecipare basta compilare il questionario online anonimo:
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Durata: meno di 5 minuti.
Requisiti: essere maggiorenni. Non sono richieste competenze mediche o scientifiche.
Le risposte fornite permetteranno alla ricerca di individuare ostacoli e bisogni reali, aiutando le istituzioni a pianificare città più resilienti e a misura di persona. Grazie per il tuo contributo!
La tutela del personale sanitario e socio-sanitario rappresenta una priorità assoluta; la sicurezza degli operatori deve essere un pilastro imprescindibile non solo per chi lavora nei servizi sanitari, ma anche per garantire sicurezza e qualità delle cure ai cittadini. Sulla gravità e urgenza di questa problematica eravamo tornati a focalizzare l'attenzione lo scorso 14 giugno14 giugno, in occasione della Giornata Nazionale dei Diritti del Malato ma il trend delle aggressioni (dati ONSEPS 2024-2025) evidenziano un aumento costante degli episodi di violenza all'interno delle strutture sanitarie.
Nel 2024 si sono registrate 207 aggressioni con il coinvolgimento di 262 operatori, segnando un incremento del 37,08% nelle segnalazioni e del 31,67% nel personale coinvolto rispetto al 2023. Nel 2025 l’aumento si è stabilizzato su tassi di minore entità, registrando un +1,9% nelle segnalazioni e un +6,76% nel personale coinvolto rispetto all'anno precedente.
I dati ONSEPS evidenziano una netta prevalenza di episodi a danno delle donne (69,46% nel 2024 e 66% nel 2025) e di specifiche figure professionali con particolare riguardo alla categoria degli infermieri (58,39% nel 2024 e 64% nel 2025), seguita dai medici chirurghi (23,66% nel 2024 e 20,28% nel 2025) e dagli Operatori Socio-Sanitari - OSS (8,77% nel 2024 e 7,82% nel 2025).
La Regione Umbria ha implementato un sistema strutturato di prevenzione e gestione del rischio intervenendo con le Linee di indirizzo regionali (2024), adottate per la segnalazione e la gestione degli episodi di violenza, con il monitoraggio e digitalizzazione attraverso il Centro Regionale del Rischio e Sicurezza del Paziente. Stando sempre al report ONSEP, è inoltre in fase di attivazione un nuovo strumento informatico regionale per ottimizzare la raccolta dati, la catalogazione e l'analisi degli episodi tramite Incident Reporting.
Con le DGR n. 971 e n. 1046 del 2025, la Regione ha istituzionalizzato il mese di novembre come periodo dedicato a iniziative di sensibilizzazione, realizzate in stretta collaborazione con la Consulta delle Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie e ha puntato sulla cultura del rispetto e sulla prevenzione attiva attraverso iniziative mirate incentrate sul riconoscimento precoce degli eventi, tecniche di de-escalation e gestione dei conflitti per offrire agli operatori strumenti concreti di difesa e supporto.
I consumatori controllano il prezzo finale di un prodotto alimentare, ma raramente verificano i grammi o il costo al chilo. Accade così che lo snack, tanto amato negli anni ’80, oggi si nasconda nel pugno di una mano, che i biscotti della colazione finiscano prima del previsto o che lo stecco del gelato sia diventato così piccolo da spingere a mangiarne un secondo. Non si tratta di una semplice impressione né di una particolare sensibilità dell'industria verso porzioni più salutari: è la shrinkflation (dall'inglese to shrink, restringere, e inflation, inflazione).
In Italia il termine risulta poco immediato, tanto che si preferisce parlare di "sgrammatura" per descrivere la sottile riduzione della quantità di prodotto che avviene quotidianamente sotto i nostri occhi. La logica economica alla base è semplice: di fronte all'impennata dei costi di produzione e delle materie prime, per le aziende risulta poco strategico alzare il prezzo di listino e rischiare di perdere vendite. Diventa quindi risolutivo riprogettare l'offerta, riducendo le dimensioni del formato finito per mantenerne il prezzo di vendita costante. Si tratta a tutti gli effetti di un'inflazione mascherata che colpisce le tasche del consumatore al momento del pagamento e che non risparmia chi evita i cibi processati: le confezioni sempre meno piene riguardano infatti anche beni come la pasta e lo yogurt.
Per comprendere l'impatto reale di questa dinamica, basta considerare un pacco di pasta di una nota marca che passa dal formato classico da 500 grammi a uno da 450 grammi, mantenendo inalterato il prezzo di 1,10 euro. Il consumatore esce dal supermercato convinto di aver speso la solita cifra, ma porta a casa il 10% di prodotto in meno. Tradotto in numeri, il costo reale al chilogrammo sale da 2,20 €/kg a 2,44 €/kg: un rincaro effettivo del +11%, mascherato da un packaging spesso riadattato e privo di qualunque comunicazione trasparente.
Questo svuotamento progressivo delle confezioni incide pesantemente sul potere d'acquisto delle famiglie, già messo a dura prova da stipendi fermi da oltre un decennio. Per far quadrare i conti di fronte a rincari così diffusi, la risposta dei consumatori è spesso una "spesa di ripiego": si riducono i volumi complessivi acquistati o ci si sposta verso i discount e marchi commerciali più economici.
Proprio per contrastare questo impoverimento silenzioso Cittadinanzattiva Regione Umbria APS, attraverso il "Programma Regionale 2026 per attività di tutela dei consumatori", sta organizzando l'iniziativa "Shrinkflation: il prezzo nascosto" per affiancare i soggetti più vulnerabili, come gli anziani, nell'evitare le trappole dello scaffale.
Sul piano legale la sgrammatura si muove da sempre in una zona grigia: non costituisce di per sé un reato, poiché le aziende sono libere di modulare le proprie porzioni a patto che il peso riportato sia corretto. Tuttavia, la linea di confine tra marketing e pratica commerciale scorretta diventa sottile quando le confezioni nuove restano visivamente identiche alle precedenti. In questi casi interviene il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, artt. 21 e 22) e l'AGCM, pronta a sanzionare l'inganno sulla continuità dell'offerta.
Negli ultimi mesi, il quadro legislativo ha subito un'importante evoluzione. Una prima versione della norma, inserita nel DDL Concorrenza con l'art. 15-bis del Codice del Consumo nel 2024, prevedeva l'obbligo per i produttori di stampare un bollino di avvertenza sulla confezione per sei mesi in caso di sgrammatura.
La misura ha però subito lo stop della Commissione UE poiché l'imposizione di un'etichetta valida per il solo mercato italiano è stata ritenuta un ostacolo alla libera circolazione delle merci nell'Unione Europea.
Per allinearsi alle indicazioni di Bruxelles, il Governo ha quindi riscritto la disciplina con il decreto MIMIT del 15 luglio 2026, spostando l'onere informativo lungo la filiera. Viene meno l'obbligo per le aziende di modificare il packaging fisico, sostituito dal dovere di inviare una comunicazione formale della variazione ai distributori. La responsabilità di avvisare il consumatore passa così alla grande distribuzione e agli e-commerce, tenuti a esporre a scaffale avvisi dedicati per tre mesi per segnalare la riduzione di quantità del prodotto.
In attesa che l'applicazione degli “avvisi” diventi del tutto capillare nei punti vendita, la difesa principale del consumatore resta una sola: ignorare la cifra principale in cassa e verificare sempre il prezzo per unità di misura al chilogrammo o al litro.
SCARICA LA MINI GUIDA PER NON SUBIRE I RINCARI NASCOSTI
"Finanziato dalla Regione Umbria nell'ambito del Programma annuale Tutela del consumatore 2026”
Ieri il Coordinamento Umbro per i Comitati Consultivi Misti — di cui Cittadinanzattiva Regione Umbria APS è parte integrante — ha incontrato i rappresentanti della Regione Umbria per chiedere formalmente l'istituzione dei Comitati Consultivi Misti (CCM) in tutto il territorio regionale.
Un ringraziamento particolare va ad Alessandro Federici del Comitato Orvietano per la Salute Pubblica (C.O.S.P.), che ha avuto il merito di unire le forze di diverse realtà associative per perseguire un obiettivo comune, dimostrando che la collaborazione è la strada maestra per dare voce ai bisogni reali dei cittadini.
Il CCM non è un semplice organismo formale, ma un vero "ponte" stabile tra i cittadini organizzati e le aziende sanitarie. Si tratta di uno spazio di confronto permanente dove le associazioni portano il punto di vista di chi utilizza i servizi sanitari.
L’obiettivo è trasformare le segnalazioni quotidiane e le criticità emerse sul campo in proposte concrete e strutturate. Attraverso i CCM, la partecipazione dei cittadini si traduce in interventi mirati per migliorare ad esempio l'efficienza delle liste d'attesa, la qualità dell'accoglienza, l'orientamento dei pazienti e l'umanizzazione delle cure.
Partecipare ai CCM consente alle associazioni di superare il ruolo di semplici osservatori per diventare partner attivi della governance sanitaria. Grazie a questo strumento, presente in Emilia Romagna da oltre vent’anni, la collaborazione tra cittadini e istituzioni diventa strutturata e costante, superando la logica della gestione delle singole emergenze.
La presenza delle associazioni all’interno dei CCM permette di dare maggiore forza alle proposte avanzate, rendendole più solide, analitiche e, soprattutto, orientate al monitoraggio continuo della qualità dei servizi. In questo modo, l'esperienza vissuta quotidianamente dai pazienti diventa una risorsa preziosa per rendere il sistema sanitario regionale più trasparente e realmente accessibile.
L'incontro di ieri, tenutosi alla presenza del Consigliere Regionale Fabrizio Ricci e con la partecipazione del rappresentante regionale del Forum del Terzo Settore e del Cesvol, insieme a numerosi delegati di associazioni (tra cui AISM, AUSER) ed altri collegati da remoto, ha segnato un primo, significativo passo avanti. Abbiamo chiesto esplicitamente alla Regione l'attivazione dei CCM tramite una Delibera di Giunta ad hoc e un impegno formale affinché i CCM vengano inseriti nel prossimo Piano Socio-Sanitario Regionale (PSSR).
L’incontro ha confermato la volontà comune di lavorare per una sanità che metta davvero al centro la persona.
Scarica la presentazione condivisa durante l'incontro
Al momento hanno aderito al Coordinamento Umbro per i Comitati Consultivi Misti
- Comitato Orvietano per la Salute Pubblica OdV (promotore)
- Cittadinanzattiva Regione Umbria APS
- Explore APS, Perugia
- AISM APS/ETS Sede Regionale Umbria
- Comitato per il Diritto alla Salute Art.32, Città della Pieve (PG)
- Comitato Difesa Ospedale Terni
- Centro Socio Culturale AUSER “L’ombra del nocciolo” APS-ETS, Via Vittorio Veneto n. 6, Città della Pieve (PG)
- Associazione NoGap APS, Orvieto (TR)
- Confraternita di Misericordia di Montegabbione ODV, Voc. Cicchitello snc, Montegabbione (TR)
- L’Albero di Antonia, Centro Antiviolenza, Orvieto (TR)
- Prima la Comunità ETS, Umbria
Ci fa piacere segnalare l'uscita di un numero speciale della rivista "Professione Infermiere", pubblicata dall'OPI di Perugia e dedicata interamente al mondo del Terzo Settore.
Questa edizione straordinaria nasce con un obiettivo preciso: valorizzare e far conoscere le realtà associative, in particolare di Perugia, che ogni giorno rappresentano un presidio di umanità, solidarietà e supporto concreto per i cittadini.
Un impegno che si sposa perfettamente con la visione dell'OPI Perugia che, in questi anni, ha scelto di investire non solo nella rappresentanza professionale, ma anche nella costruzione di una comunità sanitaria più consapevole e vicina alle persone. Questo percorso si concretizza attraverso eventi ECM, iniziative culturali, attività nelle scuole, progetti di prevenzione e, soprattutto, attraverso il consolidamento di preziose collaborazioni con le associazioni e tutto il mondo del volontariato locale.
Vi invitiamo a sfogliare la rivista per scoprire il valore aggiunto che le Associazioni del Terzo Settore portano al nostro territorio.
(Vi segnaliamo in particolare l’approfondimento dedicato alla nostra associazione a pagina 13).
Si è concluso mercoledì 13 maggio il progetto “Sicuri Insieme”, un importante percorso educativo dedicato alla sicurezza del territorio, alla cittadinanza attiva e alla protezione civile, che ha coinvolto con entusiasmo l’intera classe 2ªA della Scuola
secondaria di primo grado, in attività pratiche, laboratori e momenti di riflessione condivisa. Il progetto “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva, è un’iniziativa nazionale che punta a coinvolgere attivamente le comunità locali nella prevenzione e nella gestione dei rischi territoriali, come calamità naturali ed emergenze ambientali.
L’obiettivo è quello di trasformare cittadini e cittadine in vere e proprie “sentinelle civiche”, consapevoli dei rischi presenti nel proprio territorio e capaci di collaborare con le istituzioni attraverso il dialogo, il monitoraggio e la partecipazione attiva.
Scarica Cascia School News del 6 luglio 2026