Sharenting: i rischi per i figli tra privacy e psicologia
Con l’arrivo delle feste natalizie, condividiamo con consapevolezza
Condividere momenti della vita familiare sui social network è diventata una pratica diffusa. Foto davanti all’albero, recite scolastiche, scambi di regali: immagini che raccontano affetto e quotidianità. Tuttavia, quando i protagonisti sono i minori, lo sharenting (dall’unione di sharing e parenting) non è più un semplice gesto spontaneo, ma una scelta che può avere conseguenze sul futuro dei figli.
Le festività natalizie, in particolare, aumentano la condivisione online: è quindi importante fermarsi a riflettere sui possibili rischi e sulle responsabilità degli adulti.
I rischi psicologici
Ogni contenuto pubblicato contribuisce a costruire un’identità digitale del minore prima ancora che possa scegliere come rappresentarsi. Si crea una narrazione pubblica che resterà nel tempo.
Ciò che oggi appare tenero o divertente potrebbe, in futuro, generare imbarazzo o disagio, specialmente durante l’adolescenza, fase delicata per la costruzione dell’autostima e dell’immagine di sé.
La condivisione di momenti intimi senza il consenso del minore può incidere sul rapporto di fiducia tra genitore e figlio. Il rispetto della privacy è anche un modo per educare al rispetto reciproco.
Privacy e sicurezza: prevenire è proteggere
La tutela online non è eccesso di prudenza, ma prevenzione. Una volta pubblicato, un contenuto può essere salvato, copiato, modificato o diffuso fuori dal contesto originario, spesso senza che ce ne accorgiamo.
Occorre prestare attenzione anche ai dettagli apparentemente innocui:
Queste informazioni possono permettere a estranei di ricostruire abitudini e routine dei minori. Anche con profili privati, il rischio di screenshot e condivisioni non autorizzate rimane.
5 regole per una responsabilità digitale
Non è necessario rinunciare ai social network, ma è fondamentale usarli con maggiore consapevolezza.
- Limitare quantità e frequenza dei contenuti pubblicati.
- Preferire immagini di spalle o dettagli non riconoscibili.
- Evitare di mostrare scuole, indirizzi, attività sportive o luoghi abituali.
- Verificare periodicamente le impostazioni di privacy e chi può visualizzare i contenuti.
- Quando l’età lo consente, chiedere il loro consenso e ascoltare il loro punto di vista.
La domanda fondamentale dovrebbe essere sempre:
“Questo contenuto protegge mio figlio o lo espone?”
Rispettare oggi l’immagine e la riservatezza dei minori significa tutelare la persona che diventeranno domani.
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“Iniziativa Competenze Digitali di Regione UMBRIA finanziata dal Fondo MIMIT per i consumatori - Anno 2024"

