77€ al mese: è quanto una famiglia umbra ha speso in media nell'anno scolastico 2025/2026 per la mensa di un figlio, sia per la scuola dell'infanzia che per quella primaria. Il costo regionale risulta essere inferiore alla media nazionale (che si attesta a 87€ per l'infanzia e 89€ per la primaria) e, a differenza del resto del Paese, in Umbria anche le tariffe per singolo pasto rimangono invariate rispetto all'anno precedente. La regione mediamente più costosa si conferma l'Emilia Romagna con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto alla scorsa indagine. La regione più economica rimane la Sardegna con 61€ nell’infanzia e 65€ per la primaria.
A livello nazionale, il costo a carico delle famiglie per il singolo pasto cresce mediamente del 2,1% per l'infanzia e del 2,7% per la primaria. A livello di singoli capoluoghi di provincia, il primato di città più economica passa quest'anno alle famiglie di Cagliari che spendono 2,1€ a pasto per entrambi i gradi scolastici. Sul fronte opposto, Parma risulta la città più cara in assoluto sia per l'infanzia (7,8€ a pasto) sia per la primaria (7,1€). Fra le grandi città, si conferma il dato virtuoso di Roma, che rimane stabilmente nella classifica delle meno care con un costo a pasto invariato di 2,6€. In Umbria, come per il precedente anno scolastico, si pagano 3,2€ a Perugia e 4,4€ a Terni.
Questi i dati principali che emergono dalla “IX Indagine sulle mense scolastiche”, con la quale Cittadinanzattiva ha analizzato per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un ISEE di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.
Mense e PNRR: l'Umbria sopra la media nazionale
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, oggi il 36,5% degli edifici scolastici statali in Italia è dotato di mensa, un dato in lieve miglioramento rispetto al 34,5% dell'anno precedente. L'Umbria si colloca decisamente al di sopra di questa media: nella regione il 40,6% degli edifici statali è dotato di un ambito funzionale per la mensa (328 edifici su 806). A livello nazionale, sul fronte dei fondi PNRR si registra una forte accelerazione: gli interventi finanziati per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa sono passati dai 961 rilevati a dicembre 2024 ai 1.975 attuali, di cui 926 prevedono la costruzione di nuove mense. In Umbria i progetti finanziati sono 29, di cui oltre la metà per nuove costruzioni.
I dati regionali
UMBRIA
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INFANZIA |
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COSTO PASTO |
COSTO MENSILE |
COSTO ANNUALE |
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CITTA’ |
2024 |
2025 |
Varia-zione |
2024 |
2025 |
Varia-zione |
2024 |
2025 |
Varia- zione |
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Perugia |
3,25 € |
3,25 € |
0,0% |
65 € |
65 € |
0,0% |
585 € |
585 € |
0,0% |
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Terni |
4,49 € |
4,49 € |
0,0% |
90 € |
90 € |
0,0% |
808 € |
808 € |
0,0% |
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Regionale |
3,87 € |
3,87 € |
0,0% |
77 € |
77 € |
0,0% |
697 € |
697 € |
0,0% |
Fonte: Cittadinanzattiva, IX Indagine Tariffe delle Mense scolastiche, a.s.2025 - 2026
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PRIMARIA |
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COSTO PASTO |
COSTO MENSILE |
COSTO ANNUALE |
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CITTA’ |
2024 |
2025 |
Varia-zione |
2024 |
2025 |
Varia-zione |
2024 |
2025 |
Varia- zione |
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Perugia |
3,25 € |
3,25 € |
0,0% |
65 € |
65 € |
0,0% |
585 € |
585 € |
0,0% |
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Terni |
4,49 € |
4,49 € |
0,0% |
90 € |
90 € |
0,0% |
808 € |
808 € |
0,0% |
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Regionale |
3,87 € |
3,87 € |
0,0% |
77 € |
77 € |
0,0% |
697 € |
697 € |
0,0% |
Fonte: Cittadinanzattiva, IX Indagine Tariffe delle Mense scolastiche, a.s.2025 - 2026
Mense esistenti: 328
Mense previste dal PNRR 29 di cui 17 nuove costruzioni
Fonte: Rielaborazione Cittadinanzattiva su dati Italia domani, febbraio 2026
Alcune proposte sulla ristorazione scolastica
- Riconoscere le mense scolastiche come servizio pubblico essenziale: la mensa deve diventare un servizio universale, sperimentando modelli graduali per ampliare la platea e uniformando le tariffe minime e massime almeno per macroaree territoriali.
- Aumentare e rendere stabile il Fondo per il contrasto alla povertà alimentare a scuola: la dotazione introdotta lo scorso anno e confermata per il 2025 e il 2026 a soli 500.000€ è ampiamente insufficiente; serve un incremento strutturale per le famiglie in difficoltà.
- Predisporre un piano quinquennale oltre il PNRR: occorre continuare a costruire nuove mense, specialmente nel Sud e nelle aree interne, per garantire il tempo pieno a tutti gli studenti fino alla secondaria di primo grado.
- Indagine conoscitiva e Regolamentazione nazionale: promuovere un'indagine parlamentare, istituire un Osservatorio nazionale permanente e redigere un regolamento nazionale per le Commissioni Mensa che ne definisca chiaramente funzioni e prerogative.
- Studenti protagonisti contro lo spreco e lotta al "cibo spazzatura": sostenere programmi di educazione alimentare per ridurre gli sprechi ed eliminare i cibi e le bevande spazzatura dai distributori automatici scolastici, sostituendoli con prodotti freschi e locali.
Fonte: www.cittadinanzattiva.it

