La riforma della disabilità, avviata con la Legge n. 227/2021, compie un passo in avanti verso la sua attuazione. Lo scorso 4 agosto, l’INPS ha integrato nei propri sistemi informatici la nuova piattaforma digitale "SISDA - Trasmissione istanze per il progetto di vita", attraverso la quale le persone con disabilità residenti nelle aree interessate dalla fase pilota possono avviare da casa l'iter per la costruzione del proprio percorso di sostegno integrato, in linea con quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 62/2024.
La piattaforma SISDA permette infatti di trasmettere le istanze per il "progetto di vita". Il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato rappresenta un vero e proprio piano coordinato di interventi a vantaggio della persona con disabilità ed è costruito su misura intorno ai suoi desideri, bisogni ed aspirazioni.
In questo meccanismo, il ruolo dell'INPS è quello di ponte informatico: l'Istituto non redige direttamente il piano, ma riceve l'istanza online per trasmettere in modo sicuro all'Ambito Territoriale Sociale competente tutta la documentazione medica, compresi il verbale di disabilità e il questionario sulle limitazioni funzionali WHODAS. Sarà poi l'ente locale a prendere in carico la persona e a condurre la valutazione multidimensionale. Per chi preferisce le modalità tradizionali, resta comunque aperta la possibilità di presentare la domanda di persona presso il proprio Comune o l'Ambito Territoriale di riferimento.
Attualmente la procedura telematica è attiva nei territori coinvolti nella sperimentazione della riforma, partita a livello nazionale all'inizio del 2025 in alcune province e progressivamente estesa a gran parte d'Italia, arrivando a coprire anche le province di Perugia e Terni.
Possono accedere al servizio i cittadini già in possesso del certificato che attesti la condizione di disabilità ai sensi del D.Lgs. 62/2024, oppure di una certificazione rilasciata ai sensi della Legge 104/1992 prima della riforma. Per accedere con il nuovo certificato occorre possedere almeno uno dei seguenti criteri:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivonon superiore a 1/20 a entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione o residuo perimetro binoculare inferiore al 10%;
- minorazione sensoriale dell’udito per sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio. In particolare, deficit uditivo non inferiore a 75 decibel di media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 Hz nell’orecchio migliore acquisito entro il 12° anno d’età;
- necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’art. 3, comma 2, legge 104/1992;
- per il minore– difficoltà persistenti a svolgere i compiti della propria età, ovvero ipoacusia con una perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1.000, 2.000 hertz;
- per i soggetti over 60– difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età almeno di tipo lieve (corrispondenti a invalidità comprese tra il 33,3% ed il 66,6%);
- una certificazione rilasciata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 ante riforma (art. 35, comma 4, del d.lgs. 62/2024).
Al momento sono esclusi gli ultrasettantenni non autosufficienti già titolari di indennità di accompagnamento, che verranno integrati in seguito con la riforma dell'assistenza agli anziani.
Inoltrare la richiesta è semplice: basta accedere al portale online dell'INPS, autenticarsi ad esempio attraverso SPID o CIE (Carta d'Identità Elettronica) e inviare la domanda. Questa può essere inviata direttamente dalla persona interessata, dai genitori in caso di figli minori o da figure tutelari come amministratori di sostegno e tutori legali, segnando un passo cruciale verso la sburocratizzazione dei servizi socio-sanitari nel nostro Paese.

