CITTADINANZATTIVA UMBRIA
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La partecipazione di Cittadinanzattiva Umbria ai processi attivati dal Comune di Spoleto tra luglio e ottobre 2024, nell’ambito di Agenda Urbana Orizzonte 2030, è stata convinta, continua e profondamente costruttiva. Un impegno che si è fondato sulla conoscenza del territorio e delle sue dinamiche sociali, associative e comunitarie, con l’obiettivo di preparare e rafforzare il terreno degli incontri partecipativi istituzionali.

In linea con la propria missione, Cittadinanzattiva ha promosso un’intensa attività di animazione sociale: incontri di comunità preliminari, distribuzione di materiali informativi, contatti telefonici e un lavoro paziente di tessitura delle relazioni locali. Un approccio coerente con oltre quarant’anni di storia dedicata alla partecipazione, all’attivismo civico e alla tutela dei diritti.

Un impegno capillare e condiviso

Dal punto di vista quantitativo, l’impegno profuso è stato rilevante e puntualmente documentato.  Tra estate e autunno si è sviluppato un percorso denso, sempre in stretta cooperazione con la struttura comunale, curando ogni dettaglio organizzativo: dalla scelta dei luoghi alle modalità di incontro (passeggiate partecipative, laboratori, assemblee), dal coinvolgimento dei leader locali agli aspetti logistici e comunicativi, fino ai momenti conviviali finali, pensati con attenzione alla sostenibilità ambientale e alla riduzione della plastica.

Sono stati organizzati 6 incontri partecipativi che hanno coinvolto numerose comunità locali (tra cui Protte, Camporoppolo, Santa Maria in Campis, San Venanzo, Morgnano, Baiano, Crocemarroggia, San Martino in Trignano, Sant’Angelo in Mercole, Strettura, San Chiodo, San Nicolò e Collerisana), 3 passeggiate partecipative con le comunità di Beroide, Centro storico, San Brizio e Terraia, e 1 laboratorio partecipativo con i residenti dell’asse Via Marconi - Le Casette.

Un fondamento costituzionale: l’autonomia civica

L’azione di Cittadinanzattiva è stata ispirata dall’art. 118, ultimo comma, della Costituzione e dal principio di autonomia civica, secondo cui "L’Amministrazione riconosce il valore costituzionale dell’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà, e predispone tutte le misure necessarie a garantirne l’esercizio effettivo" 

("Linee guida per il riuso dei beni comuni urbani e rurali ed esperienze di amministrazione condivisa").

 

Non si è trattato, dunque, di una concessione dall’alto, ma del riconoscimento del valore costituzionale dell’essere cittadini attivi.

Nella maggior parte dei casi, i percorsi hanno incontrato comunità vive, operative ed entusiaste, capaci di partecipare con consapevolezza e fiducia. In questo senso, l’Amministrazione ha svolto un’azione realmente abilitante, come delineata dalle predette Linee Guida: "In coerenza con i principi costituzionali e normativi volti ad esercitare funzioni e prassi che qualificano continuamente il perseguimento dell’interesse generale, l’Amministrazione Comunale riconosce, favorisce e abilita pratiche di cittadinanza, di sussidiarietà e di promozione civica attraverso una pluralità di azioni e modalità organizzative, procedurali, relazionali, amministrative e di garanzia, in ultima istanza, dei principi di accessibilità, inclusività, imparzialità e fruibilità che devono caratterizzare l’uso e la gestione del bene comune individuato."

Spazi organizzati di partecipazione e apprendimento collettivo

Ogni momento partecipativo – passeggiata, laboratorio o incontro assembleare – si è configurato come uno spazio organizzato di confronto attivo, finalizzato all’approfondimento di temi specifici e alla definizione condivisa di linee di intervento. Le dinamiche relazionali attivate hanno favorito l’emersione di nuove prospettive attraverso l’esplorazione dei luoghi, la sperimentazione di idee e la valutazione di scenari, confluiti in proposte operative e pratiche comuni.

Considerazioni finali e prospettive

Dall’esperienza emergono alcune indicazioni strategiche:

Le realtà complesse richiedono una cabina di regia multistakeholder e percorsi di coprogettazione continuativi.

Le aggregazioni di cittadini sono decisive per la coesione sociale; dove mancano, serve un intervento congiunto di amministrazione e terzo settore.

Le aree montane mostrano una forte spinta innovativa, puntando su turismo lento e ospitalità rurale contro la desertificazione.

Le parrocchie e i sacerdoti svolgono un ruolo chiave nella coesione sociale e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

È evidente il confronto, talvolta critico, tra aggregazioni tradizionali e nuove soggettività.

Il capitale di fiducia nelle istituzioni non è del tutto eroso: la figura del Sindaco conserva un forte carisma.

La conoscenza del territorio da parte di dirigenti e funzionari comunali è un valore strategico.

Occorre coinvolgere maggiormente giovani e persone che studiano o lavorano fuori comune, attivando strumenti digitali e modalità a distanza.

Il metodo adottato richiede un ritorno periodico nei territori per rendicontare e fare il punto sui risultati.

Il dialogo multistakeholder ha spesso disinnescato criticità, favorendo accordi ragionevoli.

Le modalità più innovative (passeggiate e laboratori) hanno generato un maggiore coinvolgimento e senso di protagonismo.

Questa esperienza va raccontata e diffusa – attraverso video, materiali informativi e convegni – come modello di empowerment civico e sviluppo locale.

Un percorso che non può restare un episodio isolato, ma che rappresenta una buona pratica da consolidare e replicare, mettendo la partecipazione civica al centro delle politiche urbane e territoriali.

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